giovedì 13 dicembre 2018

Intervista su MORE ILLUSTRATIONS

È uscita una mia intervista sulla pagina Facebook di More Illustrations! Qui parlo di come sono diventata illustratrice, della mia giornata tipo, del collettivo Le Vanvere e delle mie ultime pubblicazioni con la Federighi Editori!


Parte da oggi una serie di interviste che ci porterà a conoscere meglio il collettivo toscano delle Le Vanvere
Cominciamo da Celina Elmi che oltre a parlarci del suo lavoro, ci presenterà anche due sue recenti pubblicazioni, ‘Ora non posso’ scritto da Cristina Bartoli e ‘Gioca con i dinosauri e la preistoria’, entrambi pubblicati per Federighi Editori - Pagina


MI: Ciao Celina! Mi piacerebbe sapere come è nata la tua passione per l’illustrazione e che percorso hai seguito per diventare illustratrice?
Celina Elmi: Da che ho ricordi ho sempre disegnato e sono sempre stata appassionata di libri. Dopo la laurea in Cultura e Stilismo della Moda (Lettere e Filosofia) ho iniziato a lavorare in agenzie di pubblicità: realizzavo storyboard, bozzetti, illustrazioni e grafiche. In quegli anni ho imparato tantissimo, ma non mi sentivo nel mio "habitat": volevo illustrare libri. Così ho iniziato a mandare curriculum alle case editrici e un bel giorno la Federighi Editori mi ha commissionato le illustrazioni per "L'Odissea".
Ho pubblicato così il mio primo libro, illustrato, progettato e impaginato da me (non è stata una passeggiata: ero scioccata dall'idea di avere il mio nome su una copertina e ho usato una tecnica lentissima, ma alla fine è andata!). Nel frattempo avevo cominciato a frequentare corsi d'illustrazione estivi presso Ars in Fabula (Macerata) e altre sedi. Volevo confrontarmi con illustratori professionisti, conoscere i segreti del mestiere, scambiare opinioni: ogni estate partivo per una o due settimane per fare una full immersion nell'illustrazione. Otto anni fa ho iniziato a lavorare alla Federighi Editori - Pagina, non solo come disegnatrice, ma anche come grafica e redattrice. Ho avuto così la possibilità di seguire il processo di creazione del libro dall'idea alla stampa: vedere i fogli macchina uscire dalla stampante ancora oggi mi elettrizza!
L'emozione di veder nascere una nuova "creatura" non è mai passata, così come la tensione che precede "l'esporta pdf" finale e i temuti controlli, quando bisogna essere concentrati al 200% (nonostante dubbi, ripensamenti e crolli di autostima). Amo questo lavoro perché si evolve con me, che continuo a imparare e a cambiare. Certo, a volte guardando indietro vorrei cancellare qualche lavoro che non mi rappresenta più e le regole editoriali a volte cozzano con lo spirito libero dell'illustratore, ma fa tutto parte di questa meravigliosa giostra, che a volte va velocissima, da cui non vorrei mai scendere.

 
MI: Come sei entrata a far parte del collettivo delle Le Vanvere e come vi dividete il lavoro?
CE: Mi sentivo isolata come illustratrice: non frequentavo i social network, ero timida nel far vedere i miei lavori e i corsi d'illustrazione erano l'unico momento di confronto. Nel 2014 cominciai a vedere il nome di Camilla Garofano ovunque: aveva organizzato una mostra di illustratori toscani DA SOLA (per me una follia!) durante il festival Ludicomix di Empoli (www.ludicomix.it). Dopo qualche dubbio le ho scritto, dicendole che se aveva bisogno di una mano, io c'ero. Lei mi ha risposto entusiasta, ci siamo viste per un aperitivo e abbiamo parlato per ore. Io volevo creare un collettivo: avevo visto la mostra di un gruppo di illustratrici a Macerata e l'idea mi aveva subito affascinata, ma mi mancava il coraggio -e un po'dell'incoscienza- di Camilla.
Lei mi ha presentato a breve Giulia Quagli e Lisa Gelli e da subito è iniziato un flusso ininterrotto di idee e proposte. Sembra eccessivamente epico da dirsi (sono un'inguaribile romantica), ma questi incontri mi hanno cambiato la vita. Di lì a pochi mesi era nato il blog www.vanvere.it e stavamo già meditando come organizzare la mostra per il successivo Ludicomix. La cosa che non avevo previsto è che saremmo diventate molto amiche, praticamente una famiglia e che in ogni momento importante della mia vita, nel bene e nel male, di lì in avanti loro ci sarebbero state.
Ci dividiamo il lavoro in base alle nostre predisposizioni naturali, che per fortuna sono molto variegate: c'è chi ama allestire mostre e area market, chi gestisce i social, chi ha passione per la grafica, chi scrive testi e corregge refusi, chi gestisce gli ospiti, chi tiene la corrispondenza... Tutto questo lo facciamo nel tempo libero, è una passione per noi, non un lavoro remunerativo. Lavoriamo tutte a tempo pieno, chi da dipendente e chi da freelance e a volte organizziamo riunioni in videoconferenza fino a tarda notte o ci troviamo d'agosto in una piscina X nel centro Italia (Lisa vive a Macerata, noi altre 5 fra la zona di Empoli e Firenze) per prendere decisioni importanti.


MI: Com'è organizzata la tua giornata tipo?
CE: Io odio alzarmi presto, soprattutto d'inverno. Il mio ritmo naturale sarebbe disegnare fino a tarda notte e dormire la mattina, ma ciò è incompatibile con gli orari del resto del mondo, quindi in genere mi alzo presto e quando ce la faccio vado in palestra, poi vado a lavoro.
Quando mi sveglio con la luna particolarmente storta o il tempo è troppo grigio mi concedo una colazione al bar (il sole e i dolci hanno un potere magico su di me). A lavoro ci sono sempre mille cose da fare: disegnare per un nuovo libro, impaginare, correggere, rispondere alle email, leggere testi, programmare le nuove uscite, contattare la distribuzione, creare schede promozionali, gestire i social e la promozione dei libri, contattare traduttori e autori, controllare prove di stampa, risolvere qualche saltuaria bega tecnologica. Una giornata non mi basta mai per fare tutto e ho liste e promemoria scritti ovunque: in varie agende, sui calendari, nel telefono, sulla mano sinistra. La sera esco da lavoro e sbrigo qualche commissione quotidiana, poi corro a casa per rilassarmi cucinando e provando nuove ricette -quando torno ho sempre una fame da lupi-. Dopo cena in genere ho sempre qualcosa da disegnare o scrivere, altrimenti leggo (o crollo). Ci sono poi sere speciali come il venerdì, in cui avviene una grande magia: quella composta da pizza, divano e serie tv.

MI: Quante ore passi a lavorare?
CE: Quasi tutte. Scherzo, comunque molte. Fortunatamente, gran parte di quello che faccio per lavoro è anche una passione, quindi spesso mi rimetto a disegnare anche a casa, per i progetti del collettivo o quelli personali (come "parole illustrate": una volta al mese illustro una parola per il sito "unaparolaalgiorno.it"). A volte nel weekend mi chiudo in casa per fare una maratona di disegno (alternata alle pulizie domestiche con annessa disperazione).

MI: C’è qualche artista del passato che ti ha influenzato?
CE: Penso che per chi lavora con le immagini ogni suggestione può essere una fonte d'ispirazione: dalle immagini ai ricordi, dagli odori ai sapori. Ognuno ha immagazzinato tutte queste suggestioni e l'ispirazione attinge in luoghi a volte nascosti della memoria. Sono molti gli artisti del passato che mi influenzano, ma se devo dire di getto qualche nome mi vengono in mente: Goya, Botticelli, i Preraffaelliti, la scultura classica e neoclassica, Aubrey Beardsley, le miniature e gli affreschi medievali. Anche alcuni tipi di tatuaggio, dai più primitivi ai più moderni.
MI: Fra i giovani autori c’è qualcuno che ti ha colpito in particolare?
CE: Seguo e ammiro il lavoro di tantissimi illustratori contemporanei; in molti casi non conosco la loro età anagrafica, quindi non so dirti se sono proprio "giovani" o meno. Sono molti e non riesco a sceglierne solo qualcuno; dirò che oltre al mio collettivo, Le Vanvere, apprezzo molto anche quello dei Mammaiuto.
MI: Ci vorresti parlare delle tue ultime pubblicazioni e come si sono sviluppate?
CE: Negli ultimi anni ho lavorato molto su una serie di libri dedicati ai popoli antichi e alla storia, che ha come protagonista Clara, un'aspirante archeologa.
Gli ultimi due libri che ho realizzato invece sono un albo illustrato, "Ora non posso", e un libro-gioco, "Gioca con i dinosauri e la Preistoria". "Ora non posso" è stato scritto da Cristina Bartoli e ha come tema la lettura e il diritto all'ascolto dei bambini. Inizialmente ho impiegato un bel po'di tempo a capire che stile usare e a creare i personaggi: l'albo illustrato ha un ritmo diverso rispetto ai libri didattici che illustro di solito e mi trovavo in un ambiente nuovo. Ho cercato di raccontare una famiglia moderna, come se ne possono vedere tante oggi; ho immaginato il carattere e le passioni di ogni personaggio, prendendo spunto anche da persone reali e ho inserito nelle stanze degli oggetti che parlassero di lui/lei. Mi sono divertita in particolare a disegnare i giocattoli, fra cui ho nascosto dei ricordi della mia infanzia. Come sempre, mi sono confrontata con editrice e autrice e ho proposto la mia "visione" dei personaggi; abbiamo limato e aggiustato, poi sono partita con la creazione delle ambientazioni: il teatro c'era, gli attori anche... si poteva andare in scena!
"Gioca con i dinosauri e la Preistoria" è invece un libro-gioco di cui sono anche autrice. Rispetto a “Ora non posso” è tutto diverso: collana, formato, tipo di carta, target. Essendo un libro dedicato principalmente alla vendita nei bookshop dei musei, mi venivano richiesti dei contenuti didattici (non un semplice "colora il tirannosauro" insomma), ma allo stesso tempo i testi non dovevano essere troppo complessi. Quindi, sembra una contraddizione, ma semplificare (e raccontare attraverso delle attività) nel caso dei libri-gioco è la parte più difficile. La parte più divertente è inventare i giochi.

MI: Quali sono le tue tecniche preferite?
CE: Uso la tavoletta grafica da quando ero ragazzina e lavoro molto in digitale (soprattutto per i libri), ma amo tantissimo anche le matite, pur non essendo una virtuosa della tecnica. In ogni progetto parto sempre da uno sketch fatto con la mina azzurra.
Nei lavori personali uso molto la linea, non i riempimenti, che a volte aggiungo in digitale. Qualche anno fa ho realizzato il disegno "Frida", che fu selezionato al concorso Lucca Junior: usai solo azzurro e rosso, e mi divertii talmente tanto con quella tecnica che per anni ho continuato. Il risultato non era molto "mainstream" forse, non riscuoteva successo nelle masse ("ma poi lo colori vero?"), ma per me era divertente; divertirsi e sperimentare nei lavori personali per me è fondamentale.
In seguito, per motivi di tempo ho iniziato a disegnare in digitale anche per il lavori personali con pennelli che simulano la matita, il tatuaggio, l'incisione e ho iniziato a spaziare un po'di più col colore.
Mi diverte cambiare stile, sperimentare in base al tema del disegno. Quando faccio i libri per bambini, per esempio, in genere lavoro in digitale: le immagini sono colorate, spesso brillanti (anche se mi piace attingere dall'arte del periodo storico che sto illustrando) e movimentate. Per i libri negli anni ho utilizzato varie tecniche, anche mischiando tradizionali e digitali, ma ultimamente lavoro molto col vettoriale (Illustrator) o con Photoshop con tinte abbastanza piatte.


MI: Come definiresti il tuo stile?
CE: Non saprei definire un solo stile. Forse direi "intrecciato", perché mi piace intrecciare, anche in modo complesso, vari elementi attraverso motivi floreali o decorativi che fanno da cornice in genere a uno o più personaggi, come si vede in molti tatuaggi, negli intarsi, nelle miniature medievali. Ultimamente l'"intreccio" è approdato anche nei miei libri per bambini, non solo nei lavori personali. Una volta a una mostra delle Le Vanvere una signora ha chiesto indicando un mio disegno: "chi è che fa questi disegni un po' 'Psycho'"?
Intendeva dire "molto intrecciati" forse? Lo spero.


MI: C’è qualcosa che vorresti dire alle tue colleghe Le Vanvere?
CE: TESTUGGINE!!!

MI: Hai qualche novità in cantiere? Ci potresti anticipare qualcosa?
CE: Per quanto riguarda i libri, sto iniziando quella che forse sarà una nuova serie. Sono in fase iniziale, quindi sto conoscendo il nuovo personaggio, valutando come adattare lo stile e la grafica al nuovo soggetto, facendo ricerche di immagini storiche.
Sto anche scrivendo nuovi progetti di laboratori per bambini.
Con Le Vanvere sto promuovendo il nostro calendario spaziale 2019 Terra chiama Vanvere! (sulla nostra pagina Le Vanvere trovate le date delle prossime presentazioni) e il Ludicomix Bricks & Kids 2019, di cui curiamo l'area di illustrazione che avrà come tema "HABITAT". Stiamo promuovendo il concorso d'illustrazione (per chi fosse interessato il bando è qui: www.vanvere.it/habitat_concorso/) e decidendo gli ospiti da invitare per mostre, performance live, presentazioni, area market. Sentirete parlare molto di HABITAT da qui ad aprile, su tutti i canali social de Le Vanvere!


Sito: celillustrazione.blogspot.it
FB: Le Vanvere
Behance: https://www.behance.net/celinaillustrator
Instagram: https://www.instagram.com/celinaillustrator/
Sito: http://www.vanvere.it/ - https://unaparolaalgiorno.it/a/44/parole-illustrate











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