martedì 1 ottobre 2019

Venerdì 4 ottobre 2019 laboratorio a Boccaccesca!

Nell’ambito di Boccaccesca - rassegna di prodotti e piaceri del gusto,
Federighi Editori presenta "A merenda con i libri: Imparare giocando!"

Presenterò il nuovo libro, "Gioca con Raffaello", e terrò un laboratorio di disegno sui personaggi fuori dagli stereotipi.

A Certaldo alto (Fi), nel borgo medievale, presso la Limonaia.

martedì 23 luglio 2019

Parole illustrate: PSEUDOBIBLION

Io sono una che dà molta importanza alle parole. Sceglierle e non
usarle a caso è fondamentale. Usarle in quantità sbagliate o combinarle
male può mandare all’aria tutto, come quando si fa una torta. 


La collaborazione con unaparolaalgiorno.it è arrivata al VENTESIMO appuntamento!
La parola del mese è… PSEUDOBIBLION!

Sign.: Libro immaginario citato in una narrazione come reale.
Composto moderno del greco pseudo-, primo elemento che significa 'falso', e da biblíon 'libretto', diminutivo di bíblos 'libro'. (da unaparolaalgiorno.it)
Non è affascinante questa parola??

Tutti noi prima o poi abbiamo a che fare con uno pseudobiblion: un libro che in realtà non è mai stato scritto, ma di cui si parla in un'altra opera. Come il famoso Necronomicon di H.P.Lovecraft, o i numerosissimi testi citati nella saga di Harry Potter ("Il Libro Mostro dei Mostri", "Pozioni Avanzate", "Storia di Hogwarts" e tanti altri), o "La principessa sposa" (o "La storia fantastica" che dir si voglia), che viene presentato dall'autore William Goldman come la riduzione di un altro libro di S.Morgenstern.

A volte la parola "pseudo" può dare una sfumatura negativa alle parole, ma in questo caso secondo me dà più un alone di mistero. L'autore citando quell'opera antica come testo di riferimento di un culto segreto nel suo romanzo dà credibilità a qualcosa di astratto, costruisce un dettaglio in più nello scenario, anzi costruisce anche una dimensione in più, che ci fa andare più a fondo nella storia; talvolta lo pseudobiblion diventa talmente realistico e ben delineato da essere più famoso del "biblion" e i lettori ne reclamano l'esistenza. Capita spesso che lo pseudobiblion diventi un libro vero e proprio (come "le fiabe di Beda il Bardo") o , e talvolta anche un film ("Gli animali fantastici: dove trovarli").


Nell'illustrazione di questa parola ho inserito citazioni di alcuni celebri pseudibiblion, compresi ben tre dei miei libri preferitissimi. Quali riuscite a trovare (aspettate a guardare i dettagli ingranditi)?

Trovate il testo completo con la descrizione di "Pseudobiblion" di Giorgio Moretti a questo link 











venerdì 1 marzo 2019

Parole illustrate: PORTOLANO

Io sono una che dà molta importanza alle parole. Sceglierle e non usarle a caso è fondamentale. Usarle in quantità sbagliate o combinarle male può mandare all’aria tutto, come quando si fa una torta. 

La collaborazione con unaparolaalgiorno.it è arrivata al DICIASSETTESIMO appuntamento!
Parola di GENNAIO 2019: PORTOLANO!

Sign.: Manuale di navigazione fra i porti di una regione, corredato di note dettagliate sulla geografia e il clima; anticamente, nell’Italia meridionale, funzionario dei porti che soprintendeva ai traffici e alle dogane. (da unaparolaalgiorno.it)


Prima di Google Maps, prima dei navigatori Tom Tom, prima dei mappamondi e anche degli atlanti, esistevano le mappe disegnate a mano dai viaggiatori.
È nata nei secoli tutta una letteratura fatta di compendi sui popoli misteriosi, e per questo spesso mostruosi. In un’epoca in cui si saliva su una nave e si stava in viaggio per mesi e mesi senza la certezza del ritorno, ci si domandava dove finisse il mondo (che chiaramente era piatto), chi si potesse incontrare oltre le Colonne di Ercole, chi vivesse nell’estremo Nord, cosa ci aspettasse oltre la grande distesa d’acqua che celava mille pericoli. Cos’altro esisteva? Popoli benedetti da una divinità in un’eterna primavera, o, più spesso, popoli mostruosi, più o meno belligeranti. Sotto le sembianze di uomini con un solo grosso piede usato come ombrello (Sciapodi o Skiapodi), donne interamente coperte di fitta peluria (Gorgadi), esseri con la faccia nel ventre (Blemmi) e una vastissima gamma di mostri marini, si nascondevano l’Incognito, lo sconosciuto, il punto interrogativo, il puro terrore. Da tempo volevo dedicare un’illustrazione al fascino delle mappe antiche e l’occasione si è presentata con la parola del mese di febbraio 2019: PORTOLANO.
 
“Il portolano non è una mappa geografica col grado di astrazione che siamo abituati a immaginare. Serve da manuale di navigazione costiera fra porto e porto, di punto di riferimento in punto di riferimento: fondali, coste, correnti, venti. Non è tanto il prodotto di una scienza avanzata, ma di un’esperienza avanzata.” (Giorgio Moretti) Cliccando qui potete leggere la definizione di Giorgio Moretti su unaparolaalgiorno.it.
Com’è nato il progetto:
Sono sempre stata incuriosita dalle parole e dai loro significati.
Alle elementari ci insegnavano a usare il dizionario e ci facevano scrivere su una rubrica le parole che non conoscevamo. Io leggevo tantissimo, così imparavo nuove parole, e quando ne trovavo una sconosciuta non riuscivo ad andare avanti finché non avevo scoperto il significato. Funziona ancora così più o meno e, quando leggo o sento una parola che mi incuriosisce, la “metto da parte”.Diventata un’accumulatrice seriale di parole dall’etimologia interessante (specialmente quelle con greco e latino in agguato), mi sono chiesta che fare di tutti questi vocaboli. Dovevo farne un PROGETTO, dovevo DISEGNARLE. In fondo, è quello che faccio ogni volta: la mia ricerca di ispirazione si basa molto sulle parole e la loro etimologia, che poi si mescolano con immagini e suggestioni. Facendo ricerche in rete, mi sono imbattuta nel sito unaparolaalgiorno.it, un vero atlante delle parole, in cui ogni giorno viene pubblicato un nuovo vocabolo, con etimologia, curiosità e riflessioni; il tutto è scritto con grande attenzione e rispetto, direi anche affetto, per la lingua italiana. Registrandosi si riceve una newsletter (che conta più di 90.000 iscritti) con la parola del giorno, che parte ogni notte. Ti alzi la mattina e trovi nella casella di posta una nuova parola, come un pasticcino o un buon caffè. Io lo trovo esaltante.
Insomma, questo sito era di grande ispirazione, mi ha affascinata e ho deciso di contattare la redazione, proponendo di collaborare.
Il risultato è tanto entusiasmo e il fatto che, da qui in avanti, fra tutte le parole giornaliere, una al mese arriverà corredata di una mia illustrazione!
Le Parole Illustrate uscite da maggio 2017:
 

giovedì 13 dicembre 2018

Intervista su MORE ILLUSTRATIONS

È uscita una mia intervista sulla pagina Facebook di More Illustrations! Qui parlo di come sono diventata illustratrice, della mia giornata tipo, del collettivo Le Vanvere e delle mie ultime pubblicazioni con la Federighi Editori!


Parte da oggi una serie di interviste che ci porterà a conoscere meglio il collettivo toscano delle Le Vanvere
Cominciamo da Celina Elmi che oltre a parlarci del suo lavoro, ci presenterà anche due sue recenti pubblicazioni, ‘Ora non posso’ scritto da Cristina Bartoli e ‘Gioca con i dinosauri e la preistoria’, entrambi pubblicati per Federighi Editori - Pagina


MI: Ciao Celina! Mi piacerebbe sapere come è nata la tua passione per l’illustrazione e che percorso hai seguito per diventare illustratrice?
Celina Elmi: Da che ho ricordi ho sempre disegnato e sono sempre stata appassionata di libri. Dopo la laurea in Cultura e Stilismo della Moda (Lettere e Filosofia) ho iniziato a lavorare in agenzie di pubblicità: realizzavo storyboard, bozzetti, illustrazioni e grafiche. In quegli anni ho imparato tantissimo, ma non mi sentivo nel mio "habitat": volevo illustrare libri. Così ho iniziato a mandare curriculum alle case editrici e un bel giorno la Federighi Editori mi ha commissionato le illustrazioni per "L'Odissea".
Ho pubblicato così il mio primo libro, illustrato, progettato e impaginato da me (non è stata una passeggiata: ero scioccata dall'idea di avere il mio nome su una copertina e ho usato una tecnica lentissima, ma alla fine è andata!). Nel frattempo avevo cominciato a frequentare corsi d'illustrazione estivi presso Ars in Fabula (Macerata) e altre sedi. Volevo confrontarmi con illustratori professionisti, conoscere i segreti del mestiere, scambiare opinioni: ogni estate partivo per una o due settimane per fare una full immersion nell'illustrazione. Otto anni fa ho iniziato a lavorare alla Federighi Editori - Pagina, non solo come disegnatrice, ma anche come grafica e redattrice. Ho avuto così la possibilità di seguire il processo di creazione del libro dall'idea alla stampa: vedere i fogli macchina uscire dalla stampante ancora oggi mi elettrizza!
L'emozione di veder nascere una nuova "creatura" non è mai passata, così come la tensione che precede "l'esporta pdf" finale e i temuti controlli, quando bisogna essere concentrati al 200% (nonostante dubbi, ripensamenti e crolli di autostima). Amo questo lavoro perché si evolve con me, che continuo a imparare e a cambiare. Certo, a volte guardando indietro vorrei cancellare qualche lavoro che non mi rappresenta più e le regole editoriali a volte cozzano con lo spirito libero dell'illustratore, ma fa tutto parte di questa meravigliosa giostra, che a volte va velocissima, da cui non vorrei mai scendere.

 
MI: Come sei entrata a far parte del collettivo delle Le Vanvere e come vi dividete il lavoro?
CE: Mi sentivo isolata come illustratrice: non frequentavo i social network, ero timida nel far vedere i miei lavori e i corsi d'illustrazione erano l'unico momento di confronto. Nel 2014 cominciai a vedere il nome di Camilla Garofano ovunque: aveva organizzato una mostra di illustratori toscani DA SOLA (per me una follia!) durante il festival Ludicomix di Empoli (www.ludicomix.it). Dopo qualche dubbio le ho scritto, dicendole che se aveva bisogno di una mano, io c'ero. Lei mi ha risposto entusiasta, ci siamo viste per un aperitivo e abbiamo parlato per ore. Io volevo creare un collettivo: avevo visto la mostra di un gruppo di illustratrici a Macerata e l'idea mi aveva subito affascinata, ma mi mancava il coraggio -e un po'dell'incoscienza- di Camilla.
Lei mi ha presentato a breve Giulia Quagli e Lisa Gelli e da subito è iniziato un flusso ininterrotto di idee e proposte. Sembra eccessivamente epico da dirsi (sono un'inguaribile romantica), ma questi incontri mi hanno cambiato la vita. Di lì a pochi mesi era nato il blog www.vanvere.it e stavamo già meditando come organizzare la mostra per il successivo Ludicomix. La cosa che non avevo previsto è che saremmo diventate molto amiche, praticamente una famiglia e che in ogni momento importante della mia vita, nel bene e nel male, di lì in avanti loro ci sarebbero state.
Ci dividiamo il lavoro in base alle nostre predisposizioni naturali, che per fortuna sono molto variegate: c'è chi ama allestire mostre e area market, chi gestisce i social, chi ha passione per la grafica, chi scrive testi e corregge refusi, chi gestisce gli ospiti, chi tiene la corrispondenza... Tutto questo lo facciamo nel tempo libero, è una passione per noi, non un lavoro remunerativo. Lavoriamo tutte a tempo pieno, chi da dipendente e chi da freelance e a volte organizziamo riunioni in videoconferenza fino a tarda notte o ci troviamo d'agosto in una piscina X nel centro Italia (Lisa vive a Macerata, noi altre 5 fra la zona di Empoli e Firenze) per prendere decisioni importanti.


MI: Com'è organizzata la tua giornata tipo?
CE: Io odio alzarmi presto, soprattutto d'inverno. Il mio ritmo naturale sarebbe disegnare fino a tarda notte e dormire la mattina, ma ciò è incompatibile con gli orari del resto del mondo, quindi in genere mi alzo presto e quando ce la faccio vado in palestra, poi vado a lavoro.
Quando mi sveglio con la luna particolarmente storta o il tempo è troppo grigio mi concedo una colazione al bar (il sole e i dolci hanno un potere magico su di me). A lavoro ci sono sempre mille cose da fare: disegnare per un nuovo libro, impaginare, correggere, rispondere alle email, leggere testi, programmare le nuove uscite, contattare la distribuzione, creare schede promozionali, gestire i social e la promozione dei libri, contattare traduttori e autori, controllare prove di stampa, risolvere qualche saltuaria bega tecnologica. Una giornata non mi basta mai per fare tutto e ho liste e promemoria scritti ovunque: in varie agende, sui calendari, nel telefono, sulla mano sinistra. La sera esco da lavoro e sbrigo qualche commissione quotidiana, poi corro a casa per rilassarmi cucinando e provando nuove ricette -quando torno ho sempre una fame da lupi-. Dopo cena in genere ho sempre qualcosa da disegnare o scrivere, altrimenti leggo (o crollo). Ci sono poi sere speciali come il venerdì, in cui avviene una grande magia: quella composta da pizza, divano e serie tv.

MI: Quante ore passi a lavorare?
CE: Quasi tutte. Scherzo, comunque molte. Fortunatamente, gran parte di quello che faccio per lavoro è anche una passione, quindi spesso mi rimetto a disegnare anche a casa, per i progetti del collettivo o quelli personali (come "parole illustrate": una volta al mese illustro una parola per il sito "unaparolaalgiorno.it"). A volte nel weekend mi chiudo in casa per fare una maratona di disegno (alternata alle pulizie domestiche con annessa disperazione).

MI: C’è qualche artista del passato che ti ha influenzato?
CE: Penso che per chi lavora con le immagini ogni suggestione può essere una fonte d'ispirazione: dalle immagini ai ricordi, dagli odori ai sapori. Ognuno ha immagazzinato tutte queste suggestioni e l'ispirazione attinge in luoghi a volte nascosti della memoria. Sono molti gli artisti del passato che mi influenzano, ma se devo dire di getto qualche nome mi vengono in mente: Goya, Botticelli, i Preraffaelliti, la scultura classica e neoclassica, Aubrey Beardsley, le miniature e gli affreschi medievali. Anche alcuni tipi di tatuaggio, dai più primitivi ai più moderni.
MI: Fra i giovani autori c’è qualcuno che ti ha colpito in particolare?
CE: Seguo e ammiro il lavoro di tantissimi illustratori contemporanei; in molti casi non conosco la loro età anagrafica, quindi non so dirti se sono proprio "giovani" o meno. Sono molti e non riesco a sceglierne solo qualcuno; dirò che oltre al mio collettivo, Le Vanvere, apprezzo molto anche quello dei Mammaiuto.
MI: Ci vorresti parlare delle tue ultime pubblicazioni e come si sono sviluppate?
CE: Negli ultimi anni ho lavorato molto su una serie di libri dedicati ai popoli antichi e alla storia, che ha come protagonista Clara, un'aspirante archeologa.
Gli ultimi due libri che ho realizzato invece sono un albo illustrato, "Ora non posso", e un libro-gioco, "Gioca con i dinosauri e la Preistoria". "Ora non posso" è stato scritto da Cristina Bartoli e ha come tema la lettura e il diritto all'ascolto dei bambini. Inizialmente ho impiegato un bel po'di tempo a capire che stile usare e a creare i personaggi: l'albo illustrato ha un ritmo diverso rispetto ai libri didattici che illustro di solito e mi trovavo in un ambiente nuovo. Ho cercato di raccontare una famiglia moderna, come se ne possono vedere tante oggi; ho immaginato il carattere e le passioni di ogni personaggio, prendendo spunto anche da persone reali e ho inserito nelle stanze degli oggetti che parlassero di lui/lei. Mi sono divertita in particolare a disegnare i giocattoli, fra cui ho nascosto dei ricordi della mia infanzia. Come sempre, mi sono confrontata con editrice e autrice e ho proposto la mia "visione" dei personaggi; abbiamo limato e aggiustato, poi sono partita con la creazione delle ambientazioni: il teatro c'era, gli attori anche... si poteva andare in scena!
"Gioca con i dinosauri e la Preistoria" è invece un libro-gioco di cui sono anche autrice. Rispetto a “Ora non posso” è tutto diverso: collana, formato, tipo di carta, target. Essendo un libro dedicato principalmente alla vendita nei bookshop dei musei, mi venivano richiesti dei contenuti didattici (non un semplice "colora il tirannosauro" insomma), ma allo stesso tempo i testi non dovevano essere troppo complessi. Quindi, sembra una contraddizione, ma semplificare (e raccontare attraverso delle attività) nel caso dei libri-gioco è la parte più difficile. La parte più divertente è inventare i giochi.

MI: Quali sono le tue tecniche preferite?
CE: Uso la tavoletta grafica da quando ero ragazzina e lavoro molto in digitale (soprattutto per i libri), ma amo tantissimo anche le matite, pur non essendo una virtuosa della tecnica. In ogni progetto parto sempre da uno sketch fatto con la mina azzurra.
Nei lavori personali uso molto la linea, non i riempimenti, che a volte aggiungo in digitale. Qualche anno fa ho realizzato il disegno "Frida", che fu selezionato al concorso Lucca Junior: usai solo azzurro e rosso, e mi divertii talmente tanto con quella tecnica che per anni ho continuato. Il risultato non era molto "mainstream" forse, non riscuoteva successo nelle masse ("ma poi lo colori vero?"), ma per me era divertente; divertirsi e sperimentare nei lavori personali per me è fondamentale.
In seguito, per motivi di tempo ho iniziato a disegnare in digitale anche per il lavori personali con pennelli che simulano la matita, il tatuaggio, l'incisione e ho iniziato a spaziare un po'di più col colore.
Mi diverte cambiare stile, sperimentare in base al tema del disegno. Quando faccio i libri per bambini, per esempio, in genere lavoro in digitale: le immagini sono colorate, spesso brillanti (anche se mi piace attingere dall'arte del periodo storico che sto illustrando) e movimentate. Per i libri negli anni ho utilizzato varie tecniche, anche mischiando tradizionali e digitali, ma ultimamente lavoro molto col vettoriale (Illustrator) o con Photoshop con tinte abbastanza piatte.


MI: Come definiresti il tuo stile?
CE: Non saprei definire un solo stile. Forse direi "intrecciato", perché mi piace intrecciare, anche in modo complesso, vari elementi attraverso motivi floreali o decorativi che fanno da cornice in genere a uno o più personaggi, come si vede in molti tatuaggi, negli intarsi, nelle miniature medievali. Ultimamente l'"intreccio" è approdato anche nei miei libri per bambini, non solo nei lavori personali. Una volta a una mostra delle Le Vanvere una signora ha chiesto indicando un mio disegno: "chi è che fa questi disegni un po' 'Psycho'"?
Intendeva dire "molto intrecciati" forse? Lo spero.


MI: C’è qualcosa che vorresti dire alle tue colleghe Le Vanvere?
CE: TESTUGGINE!!!

MI: Hai qualche novità in cantiere? Ci potresti anticipare qualcosa?
CE: Per quanto riguarda i libri, sto iniziando quella che forse sarà una nuova serie. Sono in fase iniziale, quindi sto conoscendo il nuovo personaggio, valutando come adattare lo stile e la grafica al nuovo soggetto, facendo ricerche di immagini storiche.
Sto anche scrivendo nuovi progetti di laboratori per bambini.
Con Le Vanvere sto promuovendo il nostro calendario spaziale 2019 Terra chiama Vanvere! (sulla nostra pagina Le Vanvere trovate le date delle prossime presentazioni) e il Ludicomix Bricks & Kids 2019, di cui curiamo l'area di illustrazione che avrà come tema "HABITAT". Stiamo promuovendo il concorso d'illustrazione (per chi fosse interessato il bando è qui: www.vanvere.it/habitat_concorso/) e decidendo gli ospiti da invitare per mostre, performance live, presentazioni, area market. Sentirete parlare molto di HABITAT da qui ad aprile, su tutti i canali social de Le Vanvere!


Sito: celillustrazione.blogspot.it
FB: Le Vanvere
Behance: https://www.behance.net/celinaillustrator
Instagram: https://www.instagram.com/celinaillustrator/
Sito: http://www.vanvere.it/ - https://unaparolaalgiorno.it/a/44/parole-illustrate











lunedì 26 novembre 2018

Nuono libro-gioco! GIOCA CON I DINOSAURI E LA PREISTORIA

Un libro-gioco per viaggiare indietro nel tempo, prima nella lontanissima era dei dinosauri e poi nella Preistoria con i primi esseri umani. Con giochi, attività e pagine da illustrare. Voglio molto bene a questo libro di cui ho curato testi, illustrazioni, giochi e progetto grafico! fa parte della collana "Le Novelle della Cipolla junior", collana di cui Federighi Editori mi ha affidato l'ideazione e la progettazione.
©Federighi Editori (www.federighieditori.it).









lunedì 19 novembre 2018

presentazione e laboratorio ORA NON POSSO

Sabato 24 novembre alle 11,oo sarò con l’autrice Cristina Bartoli alla Biblioteca degli Intronati di Siena per raccontare, disegnare, leggere e fare dediche. Terrò un divertentissimo laboratorio di illustrazione per "pescare" personaggi fuori dal comune. Passate a trovarci!
"Ora non posso" è un albo illustrato sul tema dela lettura. Per questo libro sono uscita un po' dallo stile che uso per i libri a tema didattico ed ho sperimentato qualcosa di diverso. 


martedì 2 ottobre 2018

Parole illustrate: GALA

Io sono una che dà molta importanza alle parole. Sceglierle e non usarle a caso è fondamentale. Usarle in quantità sbagliate o combinarle male può mandare all’aria tutto, come quando si fa una torta. 

La collaborazione con unaparolaalgiorno.it è arrivata al QUATTORDICESIMO appuntamento!
Parola di SETTEMBRE 2018: GALA!

Dopo una breve pausa estiva, ecco che torno all’opera sul progetto “parole illustrate” in collaborazione con unaparolaalgiorno.it.
La storia del costume è una delle materie che più mi ha affascinata dagli anni dell’università.


È una materia sconfinata, che non si limita solo all’abbigliamento, ma anche a usanze, gestualità quotidiane, abitudini -non a caso si dice “usi e costumi”-.
Per questa parola ho cercato ispirazione prima nei grandi gala attuali, quelli delle dive sui red carpet, dove stupire è la regola principale, anche a discapito della mobilità, e poi negli anni ’80, pieni di fiocchi, gale e volumi. Ma poi, ripercorrendo la storia del costume, sono ricaduta su alcuni dei miei periodi preferiti: ho preso alcuni elementi dal tardo 1600 al 1800, traendo spunto anche da alcune vignette satiriche dell’epoca che mostrano dame con ingombranti gonne con crinoline e gale che impediscono loro di ballare, interagire con le altre persone o passare da una porta. Ho mischiato tutti questi elementi e li ho portati in una corte; ho immaginato un brindisi improbabile, forse fra la regina e la nuova favorita del re, brindisi reso ancora più scomodo da una fortezza di gale.
Dopotutto la moda, come la storia dell’arte, ha sempre i suoi picchi barocchi, per poi planare in momenti “neoclassici”; il decorativo strabordante si alterna a linee pulite. E via daccapo.


Cos’avrebbe pensato il re Luigi XIV, con la sua “rhingrave”, una specie di gonna pantalone tutta sbuffi e gale, dei nostri jeans skinny con la caviglia scoperta (cosa avrebbe pensato dei risvoltini? E delle Buffalo che ora tornano di moda)? Forse quello che pensiamo noi guardando le parrucche “pouf” incipriate con sopra uccelli impagliati e velieri…

“… il gala non è la festa dove si balla ebbri a piedi nudi nella sabbia, si canta in coro con le braccia dietro le spalle, si discute di politica letteratura e cinema prendendosi a schiaffi e ci si rotola in abbracci infuocati. Tutto è compassato, solenne, nel gala. Forse non si mangia nemmeno un granché.” (Giorgio Moretti; leggi la definizione completa di “gala” cliccando qui) 
 
Il progetto  “Parole Illustrate”:
Com’è nato il progetto:Sono sempre stata incuriosita dalle parole e dai loro significati.
Alle elementari ci insegnavano a usare il dizionario e ci facevano scrivere su una rubrica le parole che non conoscevamo. Io leggevo tantissimo, così imparavo nuove parole, e quando ne trovavo una sconosciuta non riuscivo ad andare avanti finché non avevo scoperto il significato. Funziona ancora così più o meno e, quando leggo o sento una parola che mi incuriosisce, la “metto da parte”.
Diventata un’accumulatrice seriale di parole dall’etimologia interessante (specialmente quelle con greco e latino in agguato), mi sono chiesta che fare di tutti questi vocaboli. Dovevo farne un PROGETTO, dovevo DISEGNARLE. In fondo, è quello che faccio ogni volta: la mia ricerca di ispirazione si basa molto sulle parole e la loro etimologia, che poi si mescolano con immagini e suggestioni. Facendo ricerche in rete, mi sono imbattuta nel sito unaparolaalgiorno.it, un vero atlante delle parole, in cui ogni giorno viene pubblicato un nuovo vocabolo, con etimologia, curiosità e riflessioni; il tutto è scritto con grande attenzione e rispetto, direi anche affetto, per la lingua italiana. Registrandosi si riceve una newsletter (che conta più di 90.000 iscritti) con la parola del giorno, che parte ogni notte. Ti alzi la mattina e trovi nella casella di posta una nuova parola, come un pasticcino o un buon caffè. Io lo trovo esaltante.
Insomma, questo sito era di grande ispirazione, mi ha affascinata e ho deciso di contattare la redazione, proponendo di collaborare.
Il risultato è tanto entusiasmo e il fatto che, da qui in avanti, fra tutte le parole giornaliere, una al mese arriverà corredata di una mia illustrazione!
Grazie a Giorgio e Massimo!
Le Parole Illustrate uscite da maggio 2017: